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Pietrangelo Buttafuoco e Mario Incudine saranno i protagonisti di “Passione” Opera – Paese, in scena ad Ostuni il 25 marzo 2018.

Sarà un evento di comunità, capace di mettere al centro della storia il paese, il cui senso fisico viene oltrepassato da una concezione più ampia. Intima. Dove l’unione di varie anime rievoca un percorso di sofferenza, dolore, mistero. Il prossimo 25 marzo Ostuni ospiterà la quarta edizione di Passione, che per il 2018 si avvarrà del contributo di Pietrangelo Buttafuoco, giornalista, scrittore di origine siciliana, già direttore artistico del teatro “Stabile”di Catania

Pietrangelo Buttafuoco come è nata l’ idea di fare questa esperienza qui in Puglia, per dirigere Passione?

«L’idea è nata dall’incontro: ed è la cosa più bella in assoluto. Incontro con la città, con la comunità. Incontro con le mura, il biancore, il nitore che ha fatto sì che questa giornata di pioggia battezzasse il processo in assoluto meno compreso ma più letto nella storia: quello che la riflessione di un nobile Patrizio Romano non riusciva ad avere altro esito se non quello dell’incomprensione. Mi ha sempre affascinato la figura di Pilato, colui che più di ogni altro aveva capito l’innocenza e appunto per questo per placare l’ira del popolo l’aveva trasformata in colpevolezza»

Che significato vuole dare alla rappresentazione con la scelta del titolo “Opera paese”?

«Quello di restituire al significato della passione la sua coralità che è legata sempre alla comunità. E’ una rappresentazione sacra proprio perché veste e si fa carico del pathos che ognuno di noi mette in quello che il racconto in assoluto più straniante: è il momento in cui gli uomini porgono le proprie condoglianze a Dio»

Lei parla di racconto: potrebbe esserci una contaminazione di più esperienze culturali?

«Sarà la semplice e nuda verità del Montecragno. Questa ha un’unica contaminazione culturale: il legame tra l’uomo e Dio nel terreno proprio del Sacro»

La location di questa rappresentazione sarà il candore dei caratteristici vicoli bianchi del centro storico di Ostuni: questo patrimonio storico culturale potrebbe essere anche un valore aggiunto di questa sua esperienza artistica in Puglia?

«Senza dubbio il percorso di Ostuni è quello che più di ogni altro ed ho memoria gli altri luoghi che ti appartengono all’immaginario del Mediterraneo che sono stati utilizzati per restituire questo racconto, ha una sua caratteristica specifica: sembra strano dirlo, ma è intimo: riesce a dare un location al cuore di ognuno. Chi lo vive chi attraversa, chi lo sente percepisce gli istanti in cui proprio cuore s’identifica con il compimento della passione. Questa città benedetta dalla bellezza, più di ogni altra riesce a restituire il senso dell’intimo»

Come sarà come avverrà la scelta dei personaggi?

«Sarà Opera paese: sarà il paese ad essere personaggio. Ringrazio chi condivide con me questa esperienza Mario Incudine e Antonio Vasta. Insieme insieme nella costruzione di un qualcosa che nell’essere Opera paese riproduce non soltanto il paese che alberga in ognuno di noi, ma quel Cristo che riconosciamo nelle fattezze di un profeta che vive la consapevolezza della morte e del peccato. La coralità di una misericordia che reclama ancora una volta la celeste benedizione che accompagna ognuno di noi nel passaggio quotidiano, quando nell’andare incontro all’altro sappiamo perfettamente tanto quanto è importante guardare più dell’essere guardati, ascoltare più dell’essere ascoltato, tanto è fondamentale amare come ama lui dalla croce»

Fonte Nuovo Quotidiano di Puglia