Lunedì 2 aprile il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale nel centro storico di Ostuni sarà aperto dalle 10:00 alle 19:00 con orario continuato. Confermata anche per Pasquetta l’iniziativa Week-end al Museo”, visite guidate gratuite all’interno del Museo con partenza alle ore 10:15, 11:15, 12:15, 14:15, 15:15 e 16:15.  Anche il Parco Archeologico di Santa Maria d’Agnano sarà aperto al pubblico dalle 10:00 alle 13:00.

Lunedì 2 aprile, giorno di Pasquetta, l’ingresso al Parco archeologico sarà gratuito ed il Consiglio di amministrazione in collaborazione con la cooperativa Gaia ha organizzato uno spettacolo (con ingresso libero) dal titolo “Concerto fragile”, per la regia di Antonio Catalano con Alessandra Manti e Sara Bevilacqua. Una spettacoloso dedicato ai bambini, ma adatto anche agli adulti.

Concerto fragile è suono, è poesia, è silenzio. È un alfabeto teatrale da leggere nei segni, negli oggetti e nei gesti. E’ il concerto dei bambini che con la propria immaginazione entrano in un mondo di suoni e immagini, si stupiscono e si meravigliano, si divertono, cantano e giocano in uno spettacolo pieno di bellezza poetica da guardare e sentire con gli occhi e col cuore.

Due esploratrici sonore, collezionisti di suoni, viaggiano per mari e per monti alla ricerca di ritmi e melodie della natura. Sono partite con una valigia in mano, un retino e un ascoltofono. Durante il viaggio scopriranno e cattureranno tantissimi suoni, piccoli rumori che si trasformano in armonie delicate e dalla loro collezione nascerà un concerto originale e delicato. Fragili narrazioni musicali e suggestioni poetiche danno vita alla sinfonia delle stelle, alla serenata per lucciole vagabonde, all’adagio dei mari in tempesta, allo scherzo della civetta dispettosa… E nello sguardo dei bambini nasce la meraviglia.

Accompagnati gratuitamente da una guida, i visitatori potranno visitare la “Grotta della Maternità” in cui nel 1991 fu scoperto dal prof. Donato Coppola il famoso reperto “Ostuni 1”, la Madre Antica di Ostuni, riferibile ad una donna di circa 20 anni e databile a 28.000 anni fa, rinvenuta con i resti del suo feto in grembo, attualmente visitabile presso il Museo, in via Cattedrale.

I resti dell’eccezionale rinvenimento effettuato dall’equipe dello stesso Prof. Donato Coppola nel 1991 nella grotta-santuario di Santa Maria di Agnano, sulle colline di Ostuni, sono stati collocati in una speciale teca attrezzata al fine di riunire simbolicamente la madre ed il nascituro. I resti antropologici originali sono contornati dai calchi di scavo della stessa sepoltura Ostuni 1 e da quello di Ostuni 2, databile a 30.000 anni fa. La sala del diorama con una realistica ricostruzione del seppellimento e della grotta santuario conclude l’illustrazione dei resti.

La sepoltura della gestante di Ostuni, che si associa alla deposizione intenzionale di resti di cavallo ed uro, viene interpretata come una ritualità di propiziazione e rigenerazione vitale dei gruppi di cacciatori paleolitici di Agnano. Nel contesto sacro della grotta-riparo si rinvengono anche le prime manifestazioni grafiche dell’Homo sapiens sapiens, con motivi lineari che rappresentano un vero e proprio linguaggio simbolico che dopo milioni di anni proiettano l’uomo dalla realtà delle raffigurazioni naturalistiche all’astrazione dei segni, di significato universale e primo strumento di comunicazione della più antica Europa.